Adolescenti

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Con l’ingresso nella fase adolescenziale, che rappresenta il processo di crescita verso l’acquisizione di un’identità matura, i ragazzi sono impegnati nella ricerca di una strada che permetta loro di giungere a delineare una nuova immagine di sé, meno bambina e dipendente e sempre più sicura e autonoma, che permetta loro di seguire i propri desideri e le proprie paure.

Questo compito evolutivo comporta una doppia sfida, la prima che riguarda il proprio mondo interno, intimo e personale (“Chi sono?”, “Cosa voglio?”, “Chi voglio diventare?”), la seconda prevede lo spostamento dello sguardo verso l’esterno , verso il mondo in cui sono immersi e che fornisce risorse e limiti al processo di sviluppo di sé (“Chi sono i miei amici?”, “Come vedo la mia famiglia?”, “Chi mi accetta?”). Entrambe le missioni si interfacciano con un modifiche fisiche, cognitive, emotive e relazionali che non sono semplici da vivere e affrontare quotidianamente.

Gli adolescenti sperimentano modalità differenti per esprimere le loro emozioni e i loro pensieri, cercando di trovare il loro posto nel mondo. Queste sperimentazioni possono essere molto differenti tra loro e non sempre sembrano essere propedeutiche ad una crescita sana: l’utilizzo di sostanze, i costanti scontri con i genitori, la decisione di mangiare troppo o troppo poco, l’aggressività, l’abbandono scolastico, l’isolamento…sono tutti esempi di come gli adolescenti manifestano la loro difficoltà e il loro bisogno di essere ancora guidati. Spesso queste manifestazioni  preoccupano e talvolta spaventano gli adulti di riferimento (genitori, insegnati, educatori..) poiché sembra che sia impossibile trovare un modo per intervenire e riportare la situazione in uno stato di tranquillità. La crisi adolescenziale può portare molta sofferenza all’interno dell’intero nucleo familiare, ma se i genitori riescono a supportare il figlio in questo difficile passaggio si evita di cronicizzare comportamenti che possono essere malsani sia per sé che per chi vive con lui.

E’ difficile che un adolescente riconosca in modo esplicito le proprie difficoltà e chieda aiuto autonomamente, spesso capita che siano i genitori a proporre loro un supporto di tipo psicologico. Non sempre i ragazzi accettano questa possibilità, poiché chiedere aiuto significa avere il coraggio di ammettere a sé stessi che si è in difficoltà, ciò però non significa che non si possa comunque intervenire sul disagio che questa fase ha innescato all’interno della famiglia.  Molto spesso capita che prima  di iniziare un percorso con l’adolescente si inizi un percorso con i genitori, per fornire degli strumenti utili a migliorare la comunicazione con il figlio, nel caso in cui invece l’adolescente decida di partecipare agli incontri, viene comunque tenuto aperto un canale con i genitori (in particolar modo se il figlio è minorenne) per poter lavorare in sinergia aiutando il ragazzo ad affrontare questa fase delicata e complessa con il miglior supporto possibile.

 

I colloqui psicologici con gli adolescenti o con i genitori hanno la durata di 60 min. e possono avere cadenza settimanale, quindicinale o mensile in base alla necessità del caso specifico.